La pioggia nel pineto

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LA PIOGGIA NEL PINETO

La lirica-composta probabilmete tra il 1902 e 1903- fa parte della raccolta poetica Alcyone(che nella mitologia greca è la figlia di Eolo, il re dei venti, che si suicida perché non riesce a sopportare il dolore per la perdita del marito).

Essa, formata da 4 strofe di 32 versi di varia misura , è dedicata ad una donna amata dal poeta- identificata con Ermione – forse Eleonora Duse. E’ stato notato dalla critica come talvolta sia possibile ricostruire versi endecasillabi leggendo due versi insieme(Es. vv 39-40:”più rade, men rade.Ascolta.Risponde).

In questo componimento, noto per la sua orchestrazione fonica , il poeta invita la donna ad ascoltare il suono della pioggia che cade sugli alberi e sulle foglie:

 “Taci. Su le soglie/del bosco non odo / parole che dici/umane; ma odo / parole più nuove  che parlano gocciole e foglie/ lontane” vv.1-7

Mano a mano il poeta ci immerge in un altro mondo , dunque il lettore assiste quasi ad una Metamorfosi fiabesca 

“D’Annunzio , portandoci nella sua pineta, non ci conduce più soltanto dentro uno spazio arboreo e musicale, ma ci inoltra in un’altra dimensione, quella in cui il passato e il presente diventano intercambiabili” Pietro Gibellini

La coppia quindi mano a mano si lascia andare alle sensazioni inebriandosi del suono della pioggia e di quelli della natura circostante, e finiscono con l’identificarsi a tal punto con essa da sentirsi simili a creature vegetali(trionfo del motivo panico). 

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Vecchio circo Zanin

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Editore: Eretica

Autore: Riccardo Zanin

Prezzo:€13,00( sul sito Eretica in offerta)

Pagine:90

Buongiorno lettori oggi vi parlo di una splendida raccolta di poesie scritte da un bravo poeta emergente(fidatevi).

Come si legge nell’introduzione:

“Il mio circo personale proverà a fare altrettanto, cercando di staccarci dalle concezioni materiali dei fatti, per portarvi in un mondo che esiste oltre il nostro piano.”

Ebbene l’intento del poeta in questa raccolta è quello di cercare di immergere il lettore in una realtà, apparentemente banale e stupida , per indurlo a riflettere e a pensare ai tanti eventi e situazioni della vita: dalla morte di un gatto, al divorzio , all’amore , alla povertà , alla solitudine o all’alcool e alla vecchiaia…Si tratta di una breve raccolta di 90 pagine che vi tiene incollati al libro e non potrete fare altro che leggerle e rileggerle…

La particolarità di queste poesie ( che non hanno nulla a vedere con tanti “poeti” del momento) è proprio  l’alternarsi  di artifici retorici e stilistici- anafore , allitterazioni e metafore molto forti- ad uno stile semplice e asciutto.

Rileggendo alcune poesie che mi hanno maggiormente colpito azzarderei a dire che molte mi hanno ricordato lo stile ermetico di Ungaretti.

Per darvi un piccolo assaggio della raccolta:

“Finalmente la vita girava per il verso giusto, / poi mi svegliai tutto sudato.”

Una raccolta che quando finirete di leggere( fatelo assolutamente) proverete dell’amaro in bocca misto ad una sensazione di cruda realtà di tutti i giorni…

Che dire ! Una raccolta da leggere e rileggere e non vi voglio dire neanche altro perché alla fine penso di avervi già convinto a leggerla…

Lettera sulla vera gioia

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Editore: Melangolo

Autore: L.A.Seneca

Curatore: F.Chiossone

Prezzo:€4,60

Pagine:45

Lettori oggi torno a parlarvi di un libro molto breve quanto intenso scritto da un grande autore , uomo politico e filosofo latino di età Imperiale che io amo particolarmente, ossia Seneca il quale  è noto soprattutto per le sue opere filosofiche, dal “De brevitate vitae” al “De tranquillitate animi” fino alle “Epistulae ad Lucilium”, una delle massime espressioni della filosofia stoica.

L’editore Melangolo in questo breve volume, uscito recentemente, ci propone La lettera sulla gioia contenuta nelle “Lettere a Lucilio”.

Seneca in questa lettere al suo allievo Lucilio si chiede cosa sia la felicità , così come hanno fatto altri filosofi come Epicuro, e giunge alla conclusione che essa sia un bene necesario e che va ricercato nell’interiorità e non nei beni superflui o materiali.

“I beni di cui si compiace la gente comune procurano una soddisfazione effimera e superficiale.Qualunque gioia che provenga dall’esterno è priva di fondamenta:questa di cui ti parlo, e alla quale cerco di condurti , è solida e si  espande nell’intimo.”Cit 

Il filosofo inoltre sostiene che la vera gioia – verum gaudium – sia una cosa austera , dato che l’uomo non deve ricercare un qualcosa a cui tutti possono aspirare. Quindi la vera gioia di cui Seneca parla è un bene inestimabile  e difficile da reperire se non si hanno gli strumenti e la volontà.

“Verum gaudium ,res severa est.”Cit

Infine il grande insegnamento contenuto in questa lettera è sicuramente l’esortazione di imparare a gioire “disce gaudere“. Seneca invita Lucilio, e indirettamente anche gli altri lettori, a imparare a vivere e a credere nella vita , in modo da intraprendere una sorta di percorso che ci conduca alla ricerca di noi stessi e forse anche alla vera felicità.

Insomma leggete Seneca , che siano le lettere , tragedie o i grandi dialoghi che io ho amato tantissimo e non smetto mai di rileggere …

 

 

La morte eroica nell’antica Grecia

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Editore: Melangolo

Autore: J.P.Vernant

Curatore: S.Regazzoni

Prezzo:€8,00

Pagine:50

Buongiorno lettori , oggi in questo articolo vi parlo di un libro molto interessante sul concetto di morte eroica nell’antica Grecia scritto da uno dei più grandi studiosi del mito e della cultura greca:Jean-Pierre Vernant.

Il volume è diviso in quattro capitoli , di cui uno comprende delle domande che sono state poste al grande studioso.

Il primo capitolo di questo splendido libro è interamente dedicato alla figura di Achille, che rappresenta l’ideale dell’uomo eroico , ossia colui che si è sacrificato in onore dell’amicizia e dei valori sacri.

Achille è , così , l’immagine stessa del guerriero e delle sue virtù : non solo il coraggio, ma anche quella forma di morale aristocratica che fa da sfondo alla morte eroica , e in cui un uomo è kalòs kagathos , “bell uomo” , come se la sua qualità di uomo eccellente , incompatibile , si desse a leggere sul suo corpo:nella sua prestanza, nella sua gestualità , nel modo di presentarsi. Cit

Dunque  il grande Achille era considerato dai Greci un perfetto eroe , grazie alla sua forza e alle sue virtù , però come mai , in uno dei passi più famosi dell’Iliade, si commuove e si inginocchia dinanzi ai piedi di Priamo , il quale si era recato da lui per riavere il corpo del figlio Ettore? Secondo Vernant in questo caso si parla sempre di morte eroica , quindi Achille vuole impedire ad Ettore di ottenerla , ed è per questo che egli ruba il cadavere del Principe troiano, però il piè veloce  fa l’esperienza di un ritorno ad una sorta di umanità più semplice e comune , all’idea di suo padre e quindi si assiste ad un semplice gioco tra l’umano e l’eroico.

Nel capitolo centrale del libro Vernant ci consegna un lungo excursus sulla morte eroica in Grecia , partendo dall’età arcaica fino all’Ellenismo. Infine nell’ultimo capitolo  ci parla di quella che lui chiama ” la lezione dell’Odissea” , dunque di Ulisse , che potremmo definire il contrario di Achille:

Ulisse è il contrario di Achille. Achille è l’uomo della vita breve e della morte gloriosa;Ulisse è l’uomo da ritorno a casa , della lunga vita con la compagna, della fedeltà a sé stesso , a Itaca , a Penelope e alla sua vita. Cit 

“Di te, Achille, / nessun eroe , né  prima , né poi più felice : / prima da vivo t’onoravano come gli dèi / noi Argivi , e adesso tu signoreggi tra i morti, / quaggiù; perciò d’esser morte non t’affliggere, Achille.” Odissea XI vv. 482-486

E’ un libro molto breve e  accessibile a tutti i  tipi di lettori , anche ai non addetti ai lavori. Un testo molto intenso e illuminante , perché è in  grado di trascinare il lettore, anche meno esperto di storia e mitologia greca, in un modo in cui i poemi omerici costituivano la forma più alta del sapere , dunque figure come Ettore , Achille o Ulisse erano presi a modelli di virtù e forse anche di vita. Sicuramente degna di nota è la curatela del libro e la traduzione molto bella di Regazzoni.

Leggetelo e non potrete fare a meno di innamorarvi della mitologia greca…

Tutti i nostri mercoledì

tutti i nostri mercoledìInterviste a Giulio Einaudi di Paolo Di Stefano

“Tutti i nostri mercoledì”

Editore: Casagrande

Prezzo:7.75€

Pagine:133

Il volume-pubblicato nel 2001-racchiude quattro interviste rilasciate da uno dei più grandi editori italiani del’900. Inoltre in appendice al volume c’è un’intervista collettiva a Giulio Bollati (collaboratore Einaudi dal 1949 che ricoprì il ruolo di direttore editoriale e direttore generale).

GIULIO EINAUDI EDITORE FOTO SCALFARI / AGF

-La nostra infanzia (prima intervista del volume pubblicata nel 1996 sul”Corriere della sera”):

Il volume si apre con una breve intervista che “mette a nudo” Giulio Einaudi, in quanto emerge l’infanzia del grande editore e le vacanze in montagna con la famiglia e gli amici, fino ad arrivare all’estate del 1950 quando Cesare Pavese si suicida lasciando un vuoto incolmabile non solo in casa editrice , ma anche nella cerchia di amici.

Lui[Pavese] non amava la montagna , era già stato con me a Gressoney qualche volta ed era una pena , non aveva voglia di passeggiare , odiava fare le gite, era quasi insopportabile , si metteva in un angolo a leggere e aspettava solo il momento di venir via.(pag.23)

-La nostra storia (seconda intervista pubblicata nel 1990) :

Indubbiamente una delle interviste più belle del volume. Einaudi racconta la fondazione e i primi passi della casa editrice.

Vi chiederete come è nata una delle più importanti case editrici nel panorama italiano? Beh si direbbe che è nata per caso da un’amicizia  e dall’insegnamento di Augusto Monti al liceo D’Azeglio di Torino frequentato non solo da Giulio Einaudi , ma anche da Pavese, Ginzburg e tanti altri.

A un certo punto Ginzburg mi ha avvicinato , dicendo:Ah , sei così bravo, perchè non facciamo. eccetera eccetera. Da lì è partita tutta la storia.

Fu così che nel 1933  decisero di fondare la Giulio Einaudi. Tra gli amici infatti era noto già come piccolo editore in quanto curava una rivista del padre , Luigi Einaudi Presidente della Repubblica e grande amante dei libri.

Mano a mano Einaudi si lascia andare al ricordo e racconta dei tanti amici perduti , l’astio tra Pavese e Vittorini , l’ingresso in casa editrice di Italo Calvino , la nascita del Politecnico (rivista curata da Elio Vittorini) etc…

Faceva di tutto in casa editrice[Calvino] dall’ufficio stampa ai pezzettini per il Notiziario.Teneva i rapporti con Vittorini , quando Pavese non c’era più… Infatti lui fino alla fine ha avuto un ottimo rapporto con Elio. E poi ormai…parlare di Calvino…,cosa vuoi che ti dica … Per alcuni decenni posso dire, sì , fino a agli anni Cinquanta e nella gran parte dei Sessanta , finchè è stato a Torino , veniva tutti i giorni in casa editrice , era un gran lavoratore… 

Nelle ultime interviste Giulio Einaudi redige una sorta di resoconto su quella che è la situazione dell’editoria , soffermandosi sui punti di forza , nonostante le crisi, della casa editrice …

Cosa ha reso grande la Giulio Einaudi?  In primis la linea editoriale , dato che sin dagli albori hanno sempre puntato sulla saggistica e sulla letteratura americana -portata in Italia da Pavese e Vittorini- inoltre non è da sottovalutare il grande lavoro portato avanti dai grandi intellettuali del ‘900 italiano(gli einaudiani) :basti pensare alle mitiche riunioni editoriali del mercoledì (che da il titolo alla raccolta di interviste) in cui i più grandi intellettuali discutevano di libri , di cultura e di pubblicazioni.

Insomma questo è un libro che apre un mondo ed è in grando di immergere il lettore in un rapporto unico con  la Einaudi e con la sua storia…

Un libro che è in grado di trasmettere la grande passione di un editore che dal nulla insieme a degli amici è riuscito a creare una grande casa editrice.

Non so se sono riuscito ad esprimere tutto l’amore che mi ha trasmesso Einaudi e questo libro che consiglio davvero a tutti!

SCREAMING! Anna Laura Cittadino

Titolo: Screaming!                                                    screaming
Autore: Anna Laura Cittadino
Casa editrice: Kimerik edizioni
Genere: romanzo
Pagine: 54
Prezzo: €13,00

 

Hope era entrato nella mia vita come un angolo, anzi come un cateto, poi si era allungato a ipotenusa fino a che , nel suo teorema che non era quello di Pitagora , divenne al centro di ogni mia iniziativa.

Si può sfuggire all’attacco di un opportunista ? Ma soprattutto come riconoscere un opportunista ?

Francesca Miraglia , giovane commercialista , si trova a fare i conti con uomo che apparentemente sembra pensare al suo benessere , ma che invece cerca in tutti i modi di entrare nella sua vita per manipolarla . La protagonista cade nella trappola  dell opportunista e finisce per fare tutto quello che le si viene suggerito di fare. Fino a che punto un manipolatore può insinuarsi nella vita di una giovane donna sola ? In che modo si può smascherare un uomo del genere ?

L’autrice con questo breve  e intenso romanzo cerca , stilando una serie di regole , di informare il lettore di come potersi difendere da soggetti simili. In qualche modo ci fa sapere  quanto sia facile influenzare e manipolare la vita di una donna , ricorrendo magari all’empatia e ad una velata violenza psicologica; dunque tutti devono sapersi difendere da questi “attacchi” che sembrerebbero facili da superare ma in realtà non lo sono , dato che la vittima solo dopo un pò di tempo si rende conto di quanto la sua esistenza sia stata compromessa.

Anna Lura Cittadino con questo splendido romanzo ci illustra le tecniche che potrebbe utilizzare un opportunista , quali il camaleontismo , la gentilezza e il vittimismo .

Lo scopo dell’opportunista spesso diviene chiaro: rendere l’altro dipendente , prosciugare la sua energia , proiettare il proprio senso d’inadeguatezza , trasformando le attenzioni benevole in maltrattamenti e offese , al fine di assoggettare. 

Un testo prezioso , da leggere e rileggere , in quanto costituisce una fonte di informazione ,  in modo da impedire che una vittima cada nelle mani di  un soggetto che vuole approfittarsi della sua ingenuità.

L’autrice quindi cerca di consegnare al lettore un manuale , in modo da poter riconoscere i segnali di un caso di opportunismo prima che sia troppo tardi.

-BIOGRAFIA DELL’AUTRICE-

( dal sito dell’editore)

Anna Laura Cittadino è fondatrice e presidente dell’Associazione Culturale “GueCi”, fondata nel luglio 2011 in memoria del padre, morto per malasanità nel 2003. Presidente delegato per la regione Calabria dell’Accademia Internazionale di Belle Arti, Lettere e Scienze Castel Sant’Angelo (Salerno). Socio Corrispondente della Prestigiosa Accademia Cosentina. Accademico presso l’Universum Academy Switzerland. Organizzatrice di eventi e concorsi letterari. Relatrice in varie presentazioni di libri e alcune recensioni sono a sua firma. È componente di giuria in vari premi letterari nazionali e internazionali. Scrittrice e poetessa, è pluripremiata in più di 300 concorsi nazionali e internazionali. Ha pubblicato per la poesia: Echi da un cuore di donna (GDS edizioni), In Medias Res (edizioni Stravagario), Vi porgo la mia penna (GDS edizioni). Per la narrativa: Pane per l’anima (Pellegrini editore), La colpa di scrivere (Marco Del Bucchia Editore), Pensavo di vivere cent’anni (Pubblisfera Edizioni), Caterina e Beta la stellina (fiaba per le scuole, Universal book edizioni).

Ethan Frome di Edith Wharton

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Titolo: Ethan Frome
Autore: Edith Wharton
Casa editrice: Neri Pozza
Genere: romanzo
Pagine: 141
Prezzo: €12,00

 

Sicuramente conoscerete la grande scrittrice statunitense  Edith Wharton per il suo capolavoro L’età dell’innocenza , ma vi garantisco che questo racconto lungo o romanzo breve  non è da meno.

In primo luogo voglio segnalarvi  l’edizione Neri Pozza , in quanto presenta una nuova traduzione del romanzo ,a cura di Tiziana Lo Porto, oltre a contenere una bellissima introduzione di Elisabetta Rasy.

Edith Wharton con questo bellissimo romanzo ci trasporta nei villaggi di montagna del New England , lontano dalla società borghese. Io direi che uno dei protagonisti indiscussi di questo libro è il paessaggio , e dunque in questo caso la neve, il quale  per certi versi rievoca quello di Wuthering heights di Emily Bronte.

Guardò fuori i pendii illuminati dal bagliore , le tenebre bordate d’argento dei boschi , il viola spettrale delle colline che si stagliavano contro il cielo , e gli parve che tutta la bellezza della notte fosse stata messa in mostra per deridere le sue disgrazie…

 Il protagonista del romanzo è un povero, malato ed anziano contadino ,Ethan Frome, il quale vive in una fattoria con la moglie Zeena, una donna acida e ipocondriaca. Ethan , dato che non riesce a badare alla faccende domestiche e alla fattoria , in comune accordo con Zeena decide di assumere una cameriera;allorché  giunge alla fattoria Mattie, cugina di lei, la quale , grazie alla sue attenzioni verso Ethan , si intrometterà  tra i due coniugi…

Della trama non voglio rivelarvi altro , perché è un romanzo estremamente breve e intenso.

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La Wharton , grazie ad una scrittura asciutta e semplice , ci immerge in un mondo in cui i personaggi sono schiavi di  passioni  e di bisogni che non possono essere soddisfatti, a  causa dei pregiudizi , della  crudeltà  e della sopraffazione di una società che non contempla la presenza di persone deboli e infelici. Ethan , vittima del conformismo, è stato costretto a sposare Zeena , una donna che non lo ama , e che addirittura mostra più riguardi per un piatto di porcellana che per il marito. Il protagonista dunque vede nell’amore di Mattie una possibilità di riscatto sociale , un modo per riemergere da una ingrigita e opprimente quotidianità. Mattie riuscirà a salvare Ethan ? Come si concluderà questo triangolo amoroso ?

Un racconto lungo che rappresenta un epopea , in cui l’Amore è l’unico spiraglio di salvezza per un uomo malato che non ha ottenuto nulla dalla vita.

“Lo sai che non c’è niente che non farei per te, se potessi.”

-Leggete Ethan Frome se avete amato Cime tempestose , dato che ritroverete le stesse atmosfere e respirerete la stessa aria fredda , umida e cupa.

-Leggete Ethan Frome se avete voglia di commuovervi per  un romanzo in cui l’amore è una possibilità di salvezza e di riscatto sociale .

IL LIBRO MI E’ STATO GENTILMENTE INVIATO DALLA CASA EDITRICE,CHE RINGRAZIO TANTISSIMO!

-Edith Wharton-

Edith Warthon è nata a New York nel 1862. Ha vinto il Premio Pulitzer con il romanzo L’età dell’innocenza (1920), tradotto in tutto il mondo e ancora oggetto di studio nelle scuole americane